Avere 30'anni

"La vita è come suonare un assolo di violino in pubblico e imparare a suonare lo strumento mentre si suona." - Samuel Butler

Pubblicato il 08/10/2018



Ho sempre sostenuto che l'esperienza sia un'arma a doppio taglio. Da una parte ti permette di andare più veloce, di non ripetere degli errori fatti in passato ma d'altro canto funge da immobilizzatore. Ti spaventa, ti blocca in certe regole che la nostra mente crea ad ogni esperienza positiva/negativa in cui inciampiamo. Col passare del tempo ci costruiamo il nostro labirinto di sicurezza e prudenza, abbandonando pian piano quella NON PAURA di rischiare che ci contraddistingue fin dalla nascita.
Quando siamo piccoli, con pochissima o quasi nessuna esperienza non abbiamo paura di metterci in gioco. Non abbiamo paura di perdere.

trentanni trenta riflessioni vita Sarajevo
Sarajevo - Agosto 2018

Volevo scrivere un articolo per i miei 30 anni che raccontasse un pò di come mi sento a questa 'nuova' età. Poi ad un certo punto mi sono imbattuto in una scrittura di Oriana Fallaci e ho pensato che lei meglio di me ha riassunto quello che in quest'articolo avrei voluto scrivere!

"Io mi diverto ad avere trenta’anni. Io me li bevo come un liquore i trent’anni. Non li appassisco in una precoce vecchiaia ciclostilata su carta carbone. Sono stupendi i trent’anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque! Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l’angoscia dell’attesa, non è incominciata la malinconia del declino, perché siamo lucidi, finalmente, a trent’anni!

Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti. Se siamo atei siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti.

Non temiamo il peccato perchè abbiamo capito che il peccato è un punto di vista. Non temiamo la disubbidienza perché abbiamo capito che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se ci incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo. I conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi."

oriana fallaci scrittrice se il sole muore

"Siamo un campo di grano maturo, a trent’anni, non più acerbi, e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita. E’ viva ogni nostra gioia. E’ viva ogni nostra pena. Si ride e si piange come non ci riuscirà mai più. Si pensa e si capisce come non ci riuscirà mai più.

Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui siamo saliti, la strada per cui scenderemo. Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà mai più di sederci nel mezzo a guardare indietro e avanti, a meditare sulla nostra fortuna.

E allora, com’è che in voi non è così? Com’è che sembrate i miei padri schiacciati di paure, di tedio, di calvizie? Ma cosa vi hanno fatto, cosa vi siete fatti? A quale prezzo pagate la Luna? La Luna costa cara lo so. Costa cara a ciascuno di noi, ma nessun prezzo vale quel campo di grano nessun prezzo vale quella cima di monte. Se lo valesse, sarebbe inutile andar sulla Luna. Tanto varrebbe restarcene qui.

Svegliatevi, dunque. Smettetela d’essere così razionali, ubbidienti, rugosi! Smettetela di perder capelli, di intristire nella vostra uguaglianza. Stracciatela la carta carbone. Ridete, piangete, sbagliate. Prendetelo a pugni quel burocrate che guarda il cronometro. Ve lo dico con umiltà, con affetto, perché vi stimo, perché vi vedo migliori di me e vorrei che foste molto migliori di me. Molto, non così poco. O è ormai troppo tardi? O il sistema vi ha già piegato, inghiottito? Si, dev’essere così ..."

Oriana Fallaci - Se il sole muore



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