Ode al cambiamento

Il più grande errore che potete commettere? Restare fermi!

Pubblicato il 25/12/2017



La più grande forza da cui siamo travolti non è la forza di gravità e neanche la forza magnetica. La più grande forza che ci travolge ogni giorno è il cambiamento.
Il cambiamento è una forza che non si può fermare, ma per fortuna si può domare. Per questo il più grosso errore che possiamo commettere è restare fermi! Le abitudini, il non rischiare, il non buttarsi in qualcosa di incerto sono tutti nemici di questa forza chiamata cambiamento e se vogliamo veramente cavalcare l'onda dobbiamo evitare questi comportamenti il più possibile!

Per questo Natale fatevi un regalo: cambiate. Cambiate e magari fate qualcosa di insolito!

  • Chiamate qualcuno che non sentite da tempo, quelle persone a cui avreste solo inviato un messaggio con scritto "auguri".
  • Scrivete su un foglio i desideri di quando eravate bambini e analizzateli.
  • Andate a trovare una persona che non vedete da tempo.
  • Fate una passeggiata in solitaria. Senza persone e senza smartphone. È giusto passare il Natale anche un pò con sè stessi.

Ricordandovi che la vita è un dono davvero incredibile, in basso trovate la poesia che più rappresenta il cambiamento e quello che dovremmo fare per "essere vivi". Buon Natale!

cambiamento lentamente muore Martha Medeiros Pablo Neruda

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.



Lentamente muore (A Morte Devagar) è una poesia della scrittrice brasiliana Martha Medeiros, pubblicata per la prima volta nel 2000, in Brasile, ed è spesso erroneamente attribuita al poeta cileno Pablo Neruda.

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